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© Giacomo Pompanin

Cortometraggi di montagna - I vincitori

PRIMO CLASSIFICATO

Stations

Motivazioni del premio

Stations. La realtà della montagna e degli stabilimenti sciistici ci viene raccontata in modo non convenzionale, con inquadrature molto lunghe e di forte impatto visivo, che tendono ad astrarre gli elementi rappresentati. Molto forte l'alternanza di presenza e assenza dell'uomo, che pone l'accento sulla maestosità delle montagne ma anche sulla traccia che l'essere umano lascia con il suo passaggio. Il montaggio è curato nei minimi dettagli anche dal punto di vista sonoro e la composizione delle singole immagini è meticolosa, questo da vita a un'opera evocativa che cattura lo sguardo dall'inizio alla fine.

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SECONDO CLASSIFICATO

The Pinnacle of Rush

Motivazioni del premio

The Pinnacle of Rush. Un ritmo incalzante e adrenalinico introduce lo spettatore nel mondo degli sport estremi su neve, presentando il dualismo tra divertimento e rischio. Le interviste raccontano il rapporto degli sportivi con il pericolo e forse proprio la sensazione di avventatezza tiene lontano lo spettatore dall'immedesimazione.

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TERZO CLASSIFICATO

Carano non è Pamplona

Motivazioni del premio

Carano non è Pamplona. Lo spettatore viene da subito messo di fronte alla realtà poco raccontata della transumanza, qui presentata in modo oggettivo e crudo. Il montaggio non segue le convenzioni narrative ma ci mostra gli avvenimenti così come sono, senza mitizzazioni e togliendo tutto il superfluo. 

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